“SUSSEGUIRE ,BATTIBALENO, SUSSURRARE. CIAO.”

Si,manco da un po’…volutamente .Quando devo riflettere non scrivo,penso…e dormo poco la notte .

 

 

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la mia notte ormai non è più per dormire,è per dire agli spigoli la fatica e la pazienza,per riflettere sul da farsi. per ridere piano. per fare la lista della spesa,programmare il futuro, mio e dei miei figli,(già…come se si potesse programmare) preparare torte di primavera
Qualcuno mi chiede…ehi come stai “Dimmi di te…”non so piu’ cosa dire di me.
sono quello che scopro ogni giorno di me…come una lista della spesa dove manca sempre qualcosa.
…ed allora sono quello che sento quando mi tocco  profonda e trasparente come il mare che amo.Sono fiato e mare..e qualche goccia di dolore. 
Io ve lo vorrei descrivere il mare.Come se fosse bacio…Come se fosse amore… 

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Ora quando mi sveglio la pelle è stropicciata intorno agli occhi, sulle tempie. Le palpebre hanno una piega nuova, leggermente cadente. Ecco il tempo. E’ una cosa, si vede, si tocca. Eppure, sono bella. Non c’è da cercare un senso a qualcosa. Non ci sono misteri da svelare, risposte o
chiavi.Ho fatto spettacoli spettacolari,ho amato fino a morire ,ho imparato a fare le conserve ,le marmellate e da un po’ anche la cucina giapponese ,ho lasciato andare e sepolto tante persone che ho amato,c’erano peonie e le ortensie li,e tanto amore nel mezzo ed intorno ,amore in tutte le direzioni.Quello che so fare, che io riesco a fare, è solo produrre piccole variazioni di luce o di direzione, di suono,sognare ,prendermi cura,far accadere le cose … E questo, solo questo, è cosa che può anche cambiare la vita di qualcuno…forse 

Allora facciamo che … Io oggi ho venti  anni e  e voglio sentire così …..:Non guarderemo più l’orologio. Decideremo noi le ore…Andremo al cinema e poi al museo e toccheremo il sedere alle statue Cammineremo sulle palpebre del mondo.Aspetteremo al tramonto uccelli che gridano sillabe Guarderemo il silenzio e scriveremo poesie indelebili.Ci metteremo il sale sulle ciglia per rimanere sempre marinai.Saremo assetati ed esultanti…..per sempre ed ogni notte.Tutte le nostre notti avranno un cielo bianchissimo con piccoli puntini blu,e vivremo insieme per sempre io,i miei figli e tutte le persone che amo. Facciamo che oggi …è così

Le parole belle di oggi sono:”Susseguire. Battibaleno. Sussurrare. Ciao.”

A tutti quelli che amo

 Gipsy

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Di calamari ripieni e di spiagge d’autunno

La ricetta dei calamari ripieni col sughetto da mangiare sulla spiaggia dell’isola.

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La ricetta dei calamari ripieni col sughetto

una decina di  calamari(freschi eh?)

4 uova

150 g di grana grattugiato

aglio e prezzemolo

olio evo

300 g di pomodori pelati

un po’ di passata di pomodoro

sale e pepe

mollica di pane

PROCEDIMENTO:

Teniamo  da parte 6 calamari e gli altri  li tagliuzziamo e li passiamo in padella con olio e aglio.

Sbattiamo le uova aggiungiamo  la mollica di pane ,  il grana, il sale, pepe, aglio e prezzemolo ,impastiamo  fino ad ottenere un composto morbido , poi aggiungiamo i calamari fritti

Riempiamo i calamari

Nel frattempo prepariamo un sughetto veloce e leggero con un piccolo soffritto di aglio mentre i calamari vanno passati in padella con un po’ di olio e rosolati.

Mettere alla fine i calamari rosolati nel sughetto e cuocerli per una mezz’oretta.

Preparare un cesto,di quelli belli come li usavano le nostre mamme,una bella tovaglia,una coperta di lana,un buon vino bianco,qualche fetta di formaggio,frutta e cioccolato,i fiori sarebbe proprio bello ,pensare solo al mare,al cielo e a questo meraviglioso cielo d’autunno.

Si può fare!!

Love Gipsy

 

 

 

#guilty pleasure ,di primavera e del progetto Dolcevita(ovvero #socialeating and #love # life)

 

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Si può benissimo pensare che la magnificenza della vita sia pronta intorno a ognuno e in tutta la sua pienezza, ma velata, nel profondo, invisibile, lontanissima. E’ però non ostile, non riluttante, non sorda. Se la si chiama con la parola giusta, col nome giusto, viene.

-Kafka-

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Facciamo che la  primavera  l’anima e il corpo sono in subbuglio,mettiamoci il vento magico e irrequieto del sud  che ci dice che tutto è possibile .Facciamo che il cuore stanco dell inverno vuole solo felicita’ e che la sconfitta esiste solo per poterci ricaricare,facciamo che il corpo vuole solo baci e la mente progetti magnifici che si realizzeranno.Facciamo che abbiamo tenuto duro e ci meritiamo tutto quello che di meraviglioso ancora non ci è accaduto,si facciamo che non serbiamo piu pietre nel cuore ma solo quelle che servono per costruire ponti leggeri,magari sospesi nel vuoto,

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facciamo che ogni mattina serve solo per ricominciare ,che la parola obbedienza la cancelliamo dal vocabolario e poi le unghie,si dipingiamole di rosso chanel,e poi facciamo che pure che sono quasi astemia da oggi imparerò ad ubriacarmi(solo un pochino,e solo qualche notte speciale ) e che non ci stancheremo mai di ballare fino a quando avremo un poco di respiro ,che parleremo spesso(non sempre solo qualche volta )di frivolezze per alleggerire il cuore ,si,facciamo proprio così ,proprio  oggi e per sempre,e teniamoci stretti,che cè vento forte .

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a presto i progetti

con amore Gipsysoul

 

 

Sabrina #5 Io ti ho vista……..un bacio.. Rose

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Lettera dal Land

Baviera, giorni dopo il Carnevale

Cara, preziosa Gipsy,

sono tornata. Tornata in Baviera, tornata da te.

Ero nella mia amata Roma, tra casa amici vicoli fontane urla.. e Teatro. Quell’odore che conosciamo bene, il buio e la luce che si danno la mano e danzano sulle assi dure, le battute, le parole mille volte ripetute eppure sempre diverse, i no e i sì che arrivano dall’alto, la tua faccia stampata e attaccata sui muri, che sei tu ma anche un’altra, e quell’altra stavolta si chiamava Rose Papillon. La mia Rose, che bello è stato – e duro – essere Rose. Che bello è – e duro – essere lì sopra, ogni sera.

Sai, io ti ho vista Gipsy, e poco importa se persone senza fantasia – tu lo sai che esistono persone senza fantasia? – dicono che non eri seduta lì davvero. Io ti ho vista. Eri lì con me, proprio vicina, quando la luce diveniva rossa, e poi alla fine andava e veniva come il battito di un cuore che poi all’ultimo, e senza avvertire, si ferma. Nell’istante di buio, Gipsy, eri lì, nell’istante di luce, Gipsy, ancora lì. Puoi immaginare la mia sorpresa alla prima, e puoi di sicuro capire la mia tranquillità di saperti lì le altre sere, tutte. La certezza di vederti nel buio e trovarti nella luce, sempre.

Poi dire Grazie alla fine, la musica degli applausi, anche dei miei, e quel senso di perdita, ogni sera, e di rinascita, ogni sera. E poi, Gipsy, il gran finale. Che strappo, ogni volta

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La Baviera mi ha accolto con braccia insolitamente calde, un cielo bianco, e molti sorrisi. E mi sono venute delle idee nuove, a salvarmi dalla tristezza degli addii teatrali che subisco sempre troppo e sembrano eterni. Ma nuovi giorni mi attendono, e allora non potevo non scrivere a te, preziosa come sei con la tua anima accogliente che sembra di stare a casa, quando ti si parla. Quando ti si scrive. In quali avventure stai mettendo il cuore e gli occhi, ora? Dove te ne stai volando, in questi giorni che hanno perduto il loro Carnevale e corrono veloci verso altri di disperazione divina e grazia di Risurrezione?

Domani sarà un giorno importante per le mie idee, e allora oggi mi preparo l’anima con la musica della mia Rose – la mia musica – un dolcetto che precorre i tempi e questa lettera per te. Secondo me non esiste modo migliore per allenarmi la vita. Non conosco che questo, un volo tra la passione, passando per la dolcezza, per atterrare infine da un’amica.

 

Ho comprato dei colori, anche se non so disegnare. Mi piace vederli sul davanzale della mia finestra quando mi sveglio, mi piace che ci siano, fanno compagnia alla stanza quando esco. Da quando ho scoperto che la Baviera non è grigia come ci avevano fatto credere, ma blu gialla e rosa, a volte, e che Novembre, il mese in cui sono nata, è rosso scuro, e non viola livido, ho capito che mi servivano i colori. Così, per non confondermi la via, per dare tonalità giuste alle strade e alle facce della gente che incontro. Quando troverò il coraggio li aprirò anche, e tu sarai il primo colore che mi metterò tra le mani.

 

Gipsy lo sai che non fa freddo? Oppure sono io che ho cambiato temperatura! Oppure è l’entusiasmo che riscalda, e chi lo sa. Sogno ancora di venire sulla tua isola, che via via si fa sempre più vicina. La strada l’ho trovata, mi basta solo colorarla prima. Poi, sarà un attimo arrivare.

 

Sono certa lo senti già, il mio lungo, lentissimo abbraccio.

 

Sabrina

 

Nuovi progetti,leggerezza e venti irrequieti di primavera

Aria nuova nella casa di Gipsy,il vento irrequieto del Nord ha lasciato spazio a quello irrequieto di primavera,eh già,ma sempre irrequieto è… e porta tantissime novità,tanti appuntamenti e non solo di sera ma anche di pomeriggio e mattina,nuovi incontri e nuove collaborazioni,odori ,sapori,arte e poesia ,cucinare isieme ,prendere il te in giardino,per recuperare forze ,leggerezza e nuovi tempi,nuovi ritmi e nuove lentezze ,per coccolarci con vecchi e nuovi amici,con un pizzico di frivolezza ,un tempo nuovo da trascorrere con chi amiamo e con chi ameremo,con intensità e passione,sempre.

Va bene,io divago come al solito ,ed ecco appunto le novità.Primo fra tutti lo stage “Cooking with Flowers”data da definire ,tenuto da me: con cena finale ,ebbene si,ho studiato tanto,ho sperimentato,costretto gli amici e i vicini di casa a mangiare fiori per dieci giorni,buttato nella spazzatura creme amarissime,fiori carbonizzati ,erbe caramellate che sembravano dell ‘era glaciale,risotti dai colori horror,tagliatelle che non le ha volute nemmeno il gatto ,ma dopo gli insuccessi, le ore trascorse nella cucina con la mia amica naturopata,le risate,gli assaggi e le smorfie di disappunto di amici e sorelle ,siamo riuscite a creare un Menu fantastico ,bellissimo originale e squisito.Sono orgogliosa dei risultati,a breve quindi da Gipsyflowers

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Cover of “Cooking with Flowers” by Miche Bacher.

 

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la mia bella amica Naturopata

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A breve gli altri progetti.

Con amore GipsysoulloveFlowers

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Non si scioglierà la neve……..

Non illuderti.
Non ti basterà schierarli,
tutti.
Generali poeti,
pittori colonnelli,
chitarristi sergenti,
scrittori strategici,
fanti scultori
e bizzarri poliziotti.
Sì, un inizio, uno splendido
inizio, conforto del filosofo,
ma non sufficiente,
non illuderti.
Non ti basterà progredire,
giocare con il caso,
puntare
sul cavallo migliore,
non basterà ma
tu fallo lo stesso,
agisci, fino alla fine.
Qualcosa accadrà,
questo è certo,
qualcosa accade, sempre, in continuazione.
Un dardo sta per colpirti. Non spostarti, resta fermo.
Un fiore è più feroce di mille soldati schierati.
Non si scioglierà la neve,
sarà tutto il resto a farlo.

Cardiopoetica

foto CAKE

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Gipsy #6 Vi scrivo da una solitudine ……

“Seduta al mio posto, mi chiedo che cosa in noi mantiene vivo il desiderio di andare avanti comunque, ad ogni età e in ogni circostanza. Per alzarsi e mettersi in marcia, spesso bisogna essere chiamati per nome. […]
Appartenere a un luogo, quello di nascita e quello di elezione. Dedicarvisi, invece di rivolgere gli occhi altrove, avanti o indietro. Gioire di una certa luminosità del cielo a quell’ora, delle stagioni, dei paesaggi: è un fiume o una spiaggia, una radura in collina o una città, è casa mia. Io sono qui, adesso……..

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Ma con lo stesso fervore spostarmi. Non necessariamente lontano, ma cambiare punto di vista, scoprire cose del tutto differenti, prendere coscienza della relatività, per meglio discernere cosa fa del nostro «qui» un luogo unico. Partire per meglio riscoprire. […]
Forse siamo veramente noi stessi solo nella meraviglia, nella loda, nella riconoscenza. Occasioni in cui si esprime la parte migliore del nostro essere, che canta, si dilata […].
L’ammirazione è solo una dei nomi della Speranza, una piccola via di Speranza. Uscire dall’io, spesso angusto e cupo, per lasciarsi cogliere dall’ammirazione. Raschiare dall’essere lo strato dell’abitudine e d’usura così da contemplare quanto di bello si presenta agli occhi spenti, assuefatti. […]

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Accogliere come un prodigio il primo viso: quello più familiare, tanto vicino che non lo si vedeva più, o lo sconosciuto incontrato per strada; il volto dell’altro che viene verso di noi con il carico di desideri e paure che possiamo sentire come nostro, anche se lui ci rimane ignoto. Lasciarsi toccare dai compagni di metropolitana: la mano del bambino nero nel palmo rosa della madre, la guancia adolescente appoggiata sulla spalla amica in giubbotto di pelle, la discussione appassionata sul giornale semiaperto fresco fresco. Fratelli umani che con noi vivete!
Distogliersi da se stessi, staccarsi dagli errori, dagli insuccessi, entusiasmarsi per darsi alla bellezza che salva

Vi scrivo con entusiasmo. […]
Vi scrivo da una solitudine……..

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Tutti gli uccelli han preso il volo, la casa è stranamente silenziosa. Dopo il vocio dei risvegli, la febbre delle partenze […] c’è il vuoto, vertiginoso. […] C’è tutto il disordine da risistemare, le spese e già il pranzo… ma da dove cominciare? […]
Anzitutto riposo. Assaporare questo momento senza cedere al desiderio furtivo di ritornare a letto, senza stordirsi subito con le faccende. Un istante di pace sul bordo del tavolo di cucina ancora ingombro dei resti della colazione o nel cantuccio prediletto. La tazza di caffè gustata senza che un gomito maldestro la faccia versare sulla gonna o che una richiesta urgente […] vi scuota.

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Lo sguardo posato sull’albero alla finestra. Lunga spiaggia dove correre, correre, come a cinque anni, a quindici o a trenta. L’io si ricompone attorno a questa cavità così piena. La posta cade nella buca delle lettere. Il colpo familiare provoca lo slancio: Chi pensa a noi, a me? Una lettera da gustare. Il giornale aperto collega di botto col mondo. Il campanello dell’ingresso: la vicina, con le mani infarinate Non avrebbe mica un uovo? Il telefono rompe il silenzio: Sei tu? Sono pochi quelli che possono risparmiare formule di presentazione, coloro la cui voce ci colpisce nel vivo, e possono permettersi l’indiscrezione: Che cosa fai? A cosa pensi?

 

Ecco! Il meccanismo è ripartito: tutti i legami invisibili che intrecciamo continuamente, che formano la trama della nostra vita, presuppongono anche una stoffa propria, quella stessa che si tesse nel silenzio, che chiamiamo giardino segreto, intimità, raccoglimento. Che valore avrebbero le nostre relazioni se non avessero alla base quell’esistenza silenziosa?”

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Celebrazione del quotidiano di Colette Nys-Mazure: