Una poesia perchè pare brutto chiamarla crostata

È urgente l’amore.
È urgente una barca in mare.
È urgente distruggere certe parole,
odio, solitudine e crudeltà,
alcuni lamenti,
molte spade.
È urgente inventare allegria,
moltiplicare i baci, i raccolti,
è urgente scoprire rose e fiumi
e mattine limpide.
Cade il silenzio sulle spalle e la luce
impura, fino a dolere.
È urgente l’amore, è urgente
Restare.

EUGENIO DE ANDRADE

 

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foto e ricetta sul sito

http://www.sprinklebakes.com/2013/06/roses-and-gold-rose-water-tart.html

 

Stavo per scrivere una poesia invece ho fatto una torta

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Foto http://forkandflower.com/

“Alternativa episodica del poeta”, Grace Paley
“Stavo per scrivere una poesia
invece ho fatto una torta ci è voluto
più o meno lo stesso tempo
chiaro la torta era una stesura
definitiva una poesia avrebbe avuto
un po’ di strada da fare giorni e settimane e
parecchi fogli stropicciati
la torta aveva già una sua piccola
platea ciarlante che ruzzolava tra
camioncini e un’autopompa sul
pavimento della cucina
questa torta piacerà a tutti
avrà dentro mele e mirtilli rossi
albicocche secche tanti amici
diranno ma perché diavolo
ne hai fatta una sola
questo non succede con le poesie
a causa di una inesprimibile
tristezza ho deciso di
dedicare la mattinata a un pubblico
ricettivo non voglio
aspettare una settimana un anno una
generazione che si presenti il
consumatore giusto”

La ricetta (mia)

Ingredienti

3 uova possibilmente Bio

400 gr di farina

220 gr di zucchero

150 di burro

1/4di latte

1 bustina di lievito

Preparazione 

sbattere a neve i tuorli,lavorare i rossi con lo zucchero,unisco poi delicatamente farina latte e burro sciolto precedentemente,in ultimo la bustina

guarnisco con 500 grammi di panna fresca e fiori

 

 

La torta alle nocciole cioccolato e more :della forza e della magia

Il nocciolo è una   pianta dalle doti particolari e magiche.

Con il suo legno venivano create le bacchette dei maghi e una delle numerose  leggende che lo riguarda  afferma che questo albero da frutto non possa essere colpito dai fulmini.si dice anche che in prossimità dell’albero vivano le fate, e noi abbiamo tanto bisogno della magia delle fate .Prepariamo dunque  una torta alle nocciole con tantissima cioccolata

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Cioccolato ripieno:
700mls crema
700g di cioccolato fondente, tritato
pasticceria:
2 tazze di farina
1 cucchiaio di cacao in polvere scura
pizzico di sale
1/4 tazza di zucchero semolato
150 g burro freddo, tagliato a dadini
2-3 cucchiai di acqua ghiacciata
Nocciola Praline:
11/2 tazze nocciole
di zucchero 200 g
3 cucchiai di acqua

 

Per servire:
2 tazze more fresche
crema 200ml, montata morbidamente
Cioccolato ripieno:
crema di calore in un forno a microonde o pentola fino a quasi bollente. Aggiungere il cioccolato e mescolate fino a che liscio. (Si può avere bisogno di un po ‘di riscaldamento in più delicato da sciogliere completamente). Raffreddare per 15 minuti, quindi versare in guscio di pasta.
pasticceria:
farina di Whizz, il cacao, il sale e lo zucchero in un robot da cucina. Drop in burro e il polso fino a quando miscela assomiglia pangrattato.Aggiungere lentamente acqua ghiacciata e il polso fino a quando miscela forma grandi ciuffi. Suggerimento sulla panca e squish insieme.Avvolgere nella pellicola e mettere in frigo per mezz’ora. Preriscaldate il forno a 180 ° C (350F). Rotolo di pasta tra due fogli di carta da forno e foderare la base ei lati di una teglia 26 centimetri crostata. Pop nel congelatore per 15 minuti. Tagliare un cerchio di carta da forno leggermente più grande del barattolo crostata, e mettere in caso di pasticceria. Riempire con fagioli di cottura o il riso e cuocere per 12 minuti, togliere carta da forno e forno fagioli e fate cuocere altri 10 minuti. Lasciare raffreddare per 15 minuti, quindi versare il riempimento, e permettono di impostare un po ‘(per circa 15 minuti) e poi in frigo per almeno sei ore prima di servire. Top con more e pralina sbriciolato e servite con panna montata e frutti di bosco in più – e di buona qualità gelato alla vaniglia di fagioli!
Nocciola Praline:
Preriscaldate il forno a 180 ° C (350F) e mettere nocciole su una teglia da forno. Mettere un quadrato di carta da forno su un piatto pronto per praline. Cuocere nocciole per 10 minuti fino a fragrante e colorato. Togliere dal forno e strofinare le nocciole tra un tè-asciugamano piegato per rimuovere le pelli amare (il più possibile). Scaldare lo zucchero e l’acqua insieme in una di medie dimensioni, casseruola basata pesante. Cuocere a fuoco medio senza mescolare, fino a quando lo zucchero si è sciolto e caramellato, trasformando un ricco colore dorato.La quantità di tempo varia, ma può essere più di 5 minuti. Tenete d’occhio d’aquila sul caramello in modo da non perdere il punto magico tra oro e ricchi, e il nero e amaro. Non appena si dispone di un oro liquido ambrato punta nelle nocciole e cappotto in caramello. versare rapidamente sulla carta da forno e lasciare per impostare. Attenzione: non mettere le dita ogni dove vicino il caramello, è ferocemente caldo!Una volta pralina è freddo si può sfrecciare in un frullatore o smash in pezzi con la fine di un mattarello – a voi se vi piace la vostra pralina grosso o fine!
foto e ricetta
da bere con :

 

Filtro d’amore

Ingredienti:

– 1 bottiglia di vino rosso
– 2 bastoncini di cannella
– 1 radice di zenzero
– dello zucchero in polvere
– 2 chiodi di garofano
– 1 bastoncino di vaniglia

Mescolare tutti gli ingredienti con il vino rosso e lasciare in infusione per una settimana. Filtrare a colino e mettere in flacone.
La persona del vostro cuore non resisterà a lungo alla voluttà di questo dolce elisir,ma confidiamo molto nella torta

 

 

madeleines et le chat

ho trovato questa fantastica ricetta(già provata) delle vere e originali e proumate madeleines francesi

une vingtaine de madeleines citron/gingembre, il vous faut:

  • 100g de farine,
  • 100g de sucre en poudre
  • 100g de beurre fondu
  • 2 oeufs
  • 1 sachet de levure
  • 1 zeste de citron
  • 1 petit bout de gingembre ou un demi c à c de gingembre en poudre.

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C’est parti pour une recette SUPER easy, trouvée dans le magazine Marmiton, j’ai ajouté un peu de gingembre comme ça pour le fun et ça marche vraiment bien avec le citron. Alors pour commencer, préchauffez votre four à 220°C. Puis dans un saladier, mélangez la farine et la levure, dans un autre récipient fouettez les oeufs, le sucre en poudre, le zeste du citron et le gingembre râpé ou en poudre. Ajoutez à ce mélange, petit à petit la farine et le beurre fondu de façon à obtenir un mélange bien lisse. Remplissez maintenant vos moules à madeleines au 3/4 ( important vraiment…). Enfournez à mi hauteur de votre four et laissez cuire 5 minutes à 220°C, puis baissez la température à 200°C pendant encore 10 minutes. Démoulez vos madeleines quand elles sont encore tièdes et régalez vous !

foto e ricetta

http://makemylemonade.com/

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blog1Les Toits de Paris

Capodanno #ricetta 7 Il dessert Chocolate and Pistachio Cakes

Ed ecco per la nostra cena di Capodanno un delizioso ,raffinato dessert al pistacchio e cioccolatoff7b4e4ddd79ec67f5aa470d73769299

Per la ricetta vi rimando direttamente sul sito di questa giovane foodblogger,ci sono vari step ed è bene seguirli correttamente

http://www.talitaskitchen.com/2012/07/know-your-pistachio.html

Naturalmente non può  essere da meno l’abito da sera ,da sogno appunto.

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Torta Persiana pistacchi e spezie cardamomo e panna montata rosa,ovvero di sogni d’oriente e magie d’amore

Racconta una leggenda persiana  che una donna  disperatamente innamorata di un principe , ha fatto questa torta per farlo innamorare di lei.Il seguito non lo so,ma noi crediamo che ci sia riuscita .

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Ho tradotto la ricetta

Ingredienti :

ricetta
1 tazza di yogurt 250ml
1 cucchiaino di lievito in polvere
6 uova
1 tazza di zucchero semolato 220 g
1 1/4 tazze di mandorle tritate 150g
1 tazza di farina 150g o semolino
6 baccelli di cardamomo
2 cucchiai di acqua di rose
6 cucchiai di pistacchi tritati
pizzico di fili di zafferano
Latte di mandorla 100ml (o latte intero)
scorza di un limone o arancio
Procedimento
Pre Scaldare il forno a 180 ° C 350F
sbucciare i baccelli cardamomo aperto e togliere i semi, schiacciare con un pestello e mortaio.
in una tazza aggiungere i fili di zafferano al latte e caldo nel forno a microonde.
In un’altra ciotola sbattete le uova e lo zucchero fino denso e cremoso poi piegare nello yogurt
piegare in mandorle tritate e il lievito. quindi aggiungere il cardamomo macinato, arancia o limone scorza e pistacchi tritati, aggiungere il acqua di rose per il composto di latte e lo zafferano e mescolare nella pastella torta e versare in una teglia foderata profondo (22 centimetri 9 pollici)
cuocere per circa 45 minuti.
durante la cottura fare uno sciroppo
succo di 1 arancia o di limone
scorza di 1 arancia o limone
1/2 tazza di acqua 125ml
1/2 tazza di zucchero semolato 125 g
2 cucchiai di acqua di rose
aggiungere tutti gli ingredienti in una pentola e lasciate cuocere fino a quando addensato. (circa 5 minuti)
pennello sulla torta calda.
decorare la torta con pistacchi tritati e petali di rosa.
Altri suggerimenti:
Preparare il dolce di notte
Indossare un abito blu  e un fiore tra i capelli
Pronunciare il nome dell’amato mentre s’inforna
Mentre il dolce si cuoce ballare a piedi nudi sulla musica preferita
Confidare nelle stelle e nel Karma
Spalmare la panna con le mani e poi leccarsi le dita

torta d amore

ricetta e foto

http://www.twiggstudios.com/2015/02/a-persian-love-cake-of-sorts-for-your/

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Ultimamente mi sveglio felice e preparo biscotti(di Natale e di certi voli)

 

Il buco che avevo nel cuore aveva la tua forma:due rigonfiamenti sui due lati come le tue guance piene e leggermente asimmetriche,qualche fossetta come quelle delle tue mani grosse e morbide,aveva anche due colori,rosso pallido come quello delle tue labbra carnose ,e verde chiaro con piccoli puntini dorati come i tuoi occhi.Anche la consistenza era cambiata,da turgido ed elastico con battito veloce era diventato molle e lento con brevi accellerazioni che mi toglievano il fiato.Aveva anche le tue stesse emozioni ,la tristezza ,l’angoscia,la paura di un futuro desolato e senza speranza.Ripenso a quella volta ,volevo  entrare in acqua con te senza smettere di camminare ,quando il dolore aveva superato la soglia e i confini.Ripenso alla notte di Natale di un anno fa ,era tutto ghiacciato e tu avevi tanto freddo,volevi la tua mamma ma non la trovavi ,si era persa,e l hai chiamata così forte che ti ha sentito arrivare ragazzo,mentre ti avvicinavi Ho sentito il richiamo del tuo cuore pulsarmi nelle vene ,sapevo che mi avresti trovato.Hai preso il tuo mantello  mi hai avvolto,mi hai poggiato la testa sulla spalla   e insieme abbiamo aspettato il disgelo di quell’era glaciale.Hai cominciato a raccontarmi meraviglie:il ricordo dei tramonti sul mare,i tuoi omini del presepe che restava montato tutto l’anno,i regali scartati la notte di Natale ,il gioco del lupetto e della formichina sotto il piumone d’inverno,le manine piccole  che profumavano di mandarini,i baci infiniti e le coccole davanti al caminetto,il vecchio grammofono sull’erba che suonava” Fragole e cappellini”mentre tu nella culla di vimini giocavi coi riflessi del sole,del bagnetto nella tinozza,della ninna nanna che mille e mille volte ho cantato per te ,del tuo violino e del fiore conficcato nel petto quel giorno al liceo dove tu fingevi di morire d’amore.La lettera a Giovanna tuo primo amore,delle lacrime di quel ditino schiacciato nella portiera della macchina,delle stelle cadenti di quella notte.E mi hai parlato dell’altra metà del cuore ,quello supersiste,quello biondo,del colore di certi riccioli ,quello forte,quello che vola, e mi hai detto Mamma ,come farà a volare senza di te,che lavi conchiglie nello scolapasta ,come farà  senza di te che fai la Sigla al cancello.Abbiamo fatto scorrere lacrime e la notte,piano, è passata.Volano avvoltoi in un lento girovagare,ma la preda ha ali d’oro……. .It’s Christmas,It’s Love ,It’s happines!!!!


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Così……..

 

 

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#Camilla 2 La torta di mele

Foto Ultimo Brindisi Lo spettacolo 2

Penso a quando ero piccola. Quei pochi anni di me bastavano per una leggera coscienza e per la sciocchezza. Io sono sciocca, ho i sogni che hanno tutti. Amo mia madre e spero in una felicità contingente, che si riconosce nell’attimo in cui si manifesta e non a posteriori. Sono troppo sciocca, perfino per i ricordi, sin da quando ero piccola. Da allora ad oggi sono sempre piccola e sempre lo sarò.
Porta una ciocca di capelli dietro l’orecchio sinistro per sistemarsi e avere la meglio sl vento. Il passo svelto non aiuta. Il passo svelto non è necessario, ma necessario è il rumore che comporta.
Lui starà pensando a noi. Forse, mentre sorride, pensa a stanotte, alle cose che cucinerò per lui, quando saremo a casa nostra. Ancora non sa che non so cucinare che la torta con le mele. Questo buio mi eccita.
Compra una rivista di moda. Non perché le serva sapere il colore dell’estate, né le undici mosse per un ventre piatto in undici giorni. La rivista, sotto braccio, colma una mancanza e rende più professionale la sua immagine riflessa velocemente sulle vetrine dei negozi. Non passa vetro al quale non dedichi attenzione.
Non ho lavato i piedi. Nemmeno dopo questo lungo viaggio in treno. Ma tanto, ora sono qui: nascosti sotto le lenzuola non c’è possibilità di sentirne il cattivo odore. Aspetto. Fumerei una sigaretta. Potrebbero esistere delle sigarette colorate per signore. Il giallo non è un colore che mi piace. Sento freddo. Una coperta, già, ci vorrebbe una coperta.
Dodici posti a sedere e solo quattro persone. Un mendicante sale per chiedere l’elemosina alla fine della sua esibizione: suona il violino. Il violino non è uno strumento che si addice ad un mendicante, ma lei piange. Si commuove facilmente, come sempre, ma oggi piange per un motivo preciso. Porta una ciocca di capelli dietro l’orecchio sinistro, sfruttando il gesto, asciuga le lacrime prima che la metropolitana e la sua velocità gliele porti via lasciando solo il ricordo stagnante dell’umidità.
Quando mi ha chiesto di sposarlo: Oh che felicità! Appena l’ho visto entrare nella stanza sapevo che me l’avrebbe chiesto: aveva un’aria diversa: Così triste. Lo so che era stato da quella puttana per lasciarla e venire da me. Lui pensa che io non sappia niente di lei, del loro amore, della sua fredda intelligenza e della passione per la lirica. Quanti teatri avranno abitato insieme, lui e quella puttana, quante volte lui le avrà spostato una ciocca di capelli dietro l’orecchio sinistro. Io ho i capelli troppo corti perché faccia questo gesto per me. Li ho tagliati quando mi ha chiesto di sposarlo. Poi ho iniziato ad intrecciare i fili di una coperta.
Seduta a tavola non mangia, anche se è ora di pranzo. Vivendo da sola ha la libertà di preparare un pasto che non consumerà. Il piede sul pedale che solleva il coperchio del secchio della spazzatura e via, giù, tutti e tre i sofficini cotti al forno. Gli ultimi della confezione, quindi, via, giù, anche il cartone vuoto che aveva comprato Niccolò. L’ultima spesa fatta da Niccolò consisteva in un pacco di soffici, una confezione da sei di birre Nastro Azzurro, un brick di latte parzialmente scremato, un preparato surgelato per risotto alla pescatori e una confezione di smacchiatore Dash da 500 ml per bianchi e colorati.
700 grammi di mele, tre uova, 70 grammi di burro, 300 grammi di farina 00, 250 grammi di zucchero, un bicchiere di latte, un limone, una bustina di lievito per dolci, vanigliato. Bisogna sbucciare e affettare le mele e irrorarle con il succo di limone. Ho ucciso un centinaio di uccellini nell’ultimo mese. Altrettante lucertole. La ricetta della torta di mele l’ho imparata da piccola, come ora sono piccola e sciocca. Poi bisogna montare gli albumi a neve e a parte sbattere i tuorli con lo zucchero. Una volta catturati, con la presa ben ferma, bisogna girare contemporaneamente la testa nel senso opposto al giro del corpicino con le ali, e con questo colpo netto la testa viene via con poco spargimento di sangue.

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Ogni pagina letta quel giorno è una pagina in più che leggerà domani. E’ tropo distratta. Tamburella con le dita sul tavolo e pensa al viaggio a Venezia che non farà.
Lui pensa che io sia felice perché ci siamo sposati. Che magari sogno un figlio che abbia i suoi occhi, perché sono piccola come quando ero piccola e sciocca piccola. Ancora lo aspetto a letto. Ma quanto ci mette? Magari pensa anche che io sia vergine! Tutte le volte che sto in silenzio lui pensa che io pensi all’amore, al valzer, ai cappelli con i nastri, alle carrozze delle signore di Royal Mile. Io non penso a niente. Sono troppo sciocca per pensare. Non sono piena e profonda come quella puttana che sapeva di Caravaggio e scriveva racconti brevi. Chissà se quella puttana ha mai cucito una coperta come la cucio io.
Passa con lo swiffer su i suoi mobili. Il comodino, la cornice dello specchio. Ha una mano in tasca e piange. Ogni tanto, ad intervalli irregolari, tamburella con le dita sulla superficie liscia dei suoi denti, incontrando così le sue lacrime, e, sfruttando il gesto, le asciuga, lasciando solo il ricordo umido vivo dell’umidità ripetuta.
Aggiungere alle uova il burro ammorbidito e montare. Versare un bicchiere di latte e mescolare fino a che l’impasto del dolce sia liscio ed omogeneo. Far passare l’ago con il filo della canna da pesca trasparente nell’ala spiegata del primo uccellino e fare un nodo all’estremità del filo; una volta saldato al primo uccellino trapassare con il filo l’ala del secondo, poi il corpo della lucertola e così via.
Piange, ma non ama Niccolò. E Niccolò non ama lei. Ma stavano bene insieme. Avevano diviso bene i compiti per la gestione della casa. Ora le sembrava un lavoro immenso tutto quello che c’era da fare e c’era da farlo sa sola.
Ho preso la coperta perché fa troppo freddo. Chissà, magari sentendomi muovere capirà che sono ancora sveglia e si affretterà a venire a letto. Mi infilo subito: la coperta è calda come se fosse ancora viva.
Dopo aver lavato i denti con la stessa perizia di sempre -alcune cose non cambiano mai- si sposta una ciocca di capelli dietro l’orecchio sinistro, poi si mette a letto. E’ ancora accesa l’abat-jour e lei guarda il vuoto. Ora non so a cosa pensi.
Aggiungere poi la farina a pioggia con il lievito e la scorza grattugiata del limone. Incorporare gli albumi montati a neve. Infine aggiungere le mele all’impasto.
Ricorda ora di non aver abbassato la persiana. Si alza e si chiude, quindi, ermeticamente nella sua solitudine.
La coperta in effetti è viva. L’ho iniziata quando mi ha chiesto di sposarlo. E’ una coperta fatta me, con le mie mani da sciocca. I suoi fili sono lucertole e uccellini. Noi siamo lucertole e uccellini.

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La tua puttana è una rosa. Ma non ci sono rose nella mia coperta. La coperta non è finita e io penso ancora a quando ero piccola. Non sono cambiata da allora. La coperta la finirò quando tu verrai a letto.
Cuocere la torta in forno preriscaldato per 40-50 minuti a 180°.
Rientrata fra le sue gelide coperte chiude l’abat-jour, posa la testa sul cuscino. Porta una ciocca di capelli dietro l’orecchio sinistro e si addormenta.
Finalmente è venuto a letto. Mi muovo un po’ così mi sente. No, aspetta, si avvicina a me, restando ancora in piedi. Che sciocca: vuole un bacio, prima di entrare nella mia coperta: involucro di centinaia di vite. Lo bacio. Poi gli porgo con la mia mano l’ultimo filo: così la coperta sarà finita. Caldo, fra il mio e il suo palmo l’ultimo uccellino senza testa.
Benché fosse chiusa la finestra il suono trapassò e, al mattino, fu un uccellino a svegliarla col suo canto, dal suo becco, sulla sua test,
Servire la torta non troppo calda.

Piccoli paesi di perla….

Fra le cose che il mare getta
Cerchiamo le più dissecate,
zampe violette di gamberi,
testine di pesci morti,
soavi sillabe di legno,
piccoli paesi di perla,
cerchiamo ciò che il mare ha sfatto
con inutile insistenza,
ciò che ha rotto e squassato
e abbandonato per noi.
Ci sono petali inanellati,
cotoni della tempesta,
sterili gemme d’acqua
e ossa gracili d’uccello
che sembrano ancor volare.
Si svuota il mare delle sue scorie,
il vento gioca con gli oggetti,
il sole ogni cosa abbraccia
e il tempo vicino al mare
conta e tocca quanto esiste.
Io conosco tutte le alghe,
gli occhi bianchi della rena,
le piccole mercanzie
delle maree dell’autunno
e, come un gran pellicano,
edifico umidi nidi,
spugne che adorano il vento,
e labbra d’ombra abissale,
ma nulla è più lacerante
dell’indizio di un naufragio:
il dolce legno scomparso
che fu morso dalle onde
e sdegnato dalla morte.
Bisogna cercare cose oscure
In qualche parte della terra,
in riva al silenzio azzurro
o dov’è passato il treno
di una furiosa tempesta:
restano sogni sottili,
monete di tempo e d’acqua,
detriti, celeste cenere,
e l’ebbrezza intrasferibile
di prender parte ai travagli
della solitudine e della rena.

Pablo Neruda