E quando nevica..La mia zuppa di ceci con i quadrucci fatti in casa

La mia zuppa di ceci con i quadrucci fatti in casa

12509723_761940420604027_2888026673513626200_n

Ingredienti

1/2 kg di ceci tenuti in ammolo la sera prima

Per il soffritto:

1 spicchi d’aglio

un po’di pomodori pelati

Peperoncino piccante

pepe nero

olio extravergine

Per i quadrucci

farina

acqua

Preparate il soffritto,calate i ceci morbidi, coprire con abbondante acqua calda,far cuocere a fuoco lento.Quando sono cotti far cuocere la pasta fatta in casa in acqua bollente,a noi piace  a forma di piccoli quadratini.Quando la pasta è cotta ,versarla nella zuppa.Servite  con un filo di olio extravergine d’oliva,bollente.Accompagnate con un vino rosso forte Calabrese.

dac55a3eae8443848bf91f9385ed242c1

12508869_761940727270663_3742015461973743552_n

12512582_761940557270680_309159387288645145_n

Annunci

Non si scioglierà la neve……..

Non illuderti.
Non ti basterà schierarli,
tutti.
Generali poeti,
pittori colonnelli,
chitarristi sergenti,
scrittori strategici,
fanti scultori
e bizzarri poliziotti.
Sì, un inizio, uno splendido
inizio, conforto del filosofo,
ma non sufficiente,
non illuderti.
Non ti basterà progredire,
giocare con il caso,
puntare
sul cavallo migliore,
non basterà ma
tu fallo lo stesso,
agisci, fino alla fine.
Qualcosa accadrà,
questo è certo,
qualcosa accade, sempre, in continuazione.
Un dardo sta per colpirti. Non spostarti, resta fermo.
Un fiore è più feroce di mille soldati schierati.
Non si scioglierà la neve,
sarà tutto il resto a farlo.

Cardiopoetica

foto CAKE

http://www.matpaabordet.no/99acb9f8eb1e942103e3d2af1f4b5a301

neve11

neve11111

12390931_757348681063380_2834370100119588539_n

neve733

1465412_606647632799974_2167371294752640667_n

 

 

tumblr_o0obuvE2N11si53zno1_540tumblr_noaz1yggW01rne223o1_540

Di isole non tanto lontane,di compleanni e di esserci,ovvero un Natale felice

lettera2lettera4

lettera1

e5dc65b1611ac09c0fee97a2eb8669cd

924d2ae1a2be370b5967b6e443dc7b8c

la pasta che cucinerò per te domani

portami

Invece di cucinare………

Si tratta di sangue e inchiostro. Si tratta di saltare sulle scialuppe quando la nave affonda. Si tratta di credere in nuove possibilità, quando la città è ormai sotto l’implacabile assedio dei giorni uguali.

Sono state attese lunghe, piene di paesaggi in fiamme, spargimenti di sale, risalite, ricadute, il comune male di vivere, il comune illudersi delle pagliuzze d’oro di brevi istanti.

Niente di speciale: si tratta di umanità.

Ma ci siamo. Siamo qui. Stasera.

Cardiopoetica

isola89

Faccio cose,vedo gente,trasporto tronchi,preparo una torta di mele:ovvero una domenica tranquilla.

 

ora

Ieri sera avevo giurato  di alzarmi tardissimo,di fare colazione a letto raggomitolata nel piumino,alzarmi solo per accendere il camino e mangiare il buonissimo pranzo preparato da mamma e mia sorella ,dopo una settimana di laboratori,progetti,prove e bambini me lo meritavo proprio.E stavo sognando una nevicata quando alle sei il rumore fortissimo di una motosega.Mi sono alzata di scatto e col piumino addosso mi sono affacciata dal balcone ,quattro allegri e sveglissimi operai tagliavano i rami di due pini altissimi difronte casa mia.Mi hanno visto e pensando sicuramente che fossi la mamma di Pippicalzelunghe mi hanno salutato con la mano calorosamente .Insomma la faccio breve,addio al piumone e colazione a letto,preparo il caffè per gli operai,chiedo di poter prendere i rami tagliati,li trasporto con la cariola a casa mia (vestita come se abitassi in Lapponia),accendo il camino,ricevo quattro telefonate,due visite di amici,preparo altri tre caffè,stavo per sprofondare sul divano quando arriva mia sorella”Io preparo primo e secondo tu fai il dolce” con tanto di ricetta della torta di mele  antica di Nonna Lea .(Oddio!!!mi manca il burro)Stratificata di lana esco,arrivo al supermercato ,compro il burro, e…la mia panda non parte.!!!! Un ragazzo bello muscoloso mi spinge e riesco a tornare a casa.A questo punto ho due possibilità :fingermi morta o preparare la torta di mele.

et voilà le jeux sont fait

La ricetta:La torta di mele di nonna Lea

225 gr di farina

150 gr di burro

1 kg di mele

un liquore dolce

qualche goccia di limone

4 cucchiai di latte

4 uova

200 gr di zucchero

1 bustina di lievito per dolci

Procedimento.

sbucciare le mele a fettine belle grosse,metterle a bagno nel liquore a piacere(io uso il caro vecchio vermouth che poi è quello originale della nonna):Squagliare il burro ,montare le uova con lo zucchero senza separare gli albumi dalle uova ,aggiungere poi farina burro e bustina ,qualche goccia di limone,i quattro cucchiai di latte. .Prima di versare il composto nella teglia (diametro 20)poggiare le mele sul fondo dopo averle zuccherate.cuocere a 160 gradi per una ventina di minuti.Dopo cotta capovolgerla e zuccherare .Io lho anche addobbata per le feste.E’veramente la torta di  mele più buona che cè.Nonna Lea vive!!!Love Nonna Lea!!

20151206_121356

Piccoli paesi di perla….

Fra le cose che il mare getta
Cerchiamo le più dissecate,
zampe violette di gamberi,
testine di pesci morti,
soavi sillabe di legno,
piccoli paesi di perla,
cerchiamo ciò che il mare ha sfatto
con inutile insistenza,
ciò che ha rotto e squassato
e abbandonato per noi.
Ci sono petali inanellati,
cotoni della tempesta,
sterili gemme d’acqua
e ossa gracili d’uccello
che sembrano ancor volare.
Si svuota il mare delle sue scorie,
il vento gioca con gli oggetti,
il sole ogni cosa abbraccia
e il tempo vicino al mare
conta e tocca quanto esiste.
Io conosco tutte le alghe,
gli occhi bianchi della rena,
le piccole mercanzie
delle maree dell’autunno
e, come un gran pellicano,
edifico umidi nidi,
spugne che adorano il vento,
e labbra d’ombra abissale,
ma nulla è più lacerante
dell’indizio di un naufragio:
il dolce legno scomparso
che fu morso dalle onde
e sdegnato dalla morte.
Bisogna cercare cose oscure
In qualche parte della terra,
in riva al silenzio azzurro
o dov’è passato il treno
di una furiosa tempesta:
restano sogni sottili,
monete di tempo e d’acqua,
detriti, celeste cenere,
e l’ebbrezza intrasferibile
di prender parte ai travagli
della solitudine e della rena.

Pablo Neruda