Una lettera d’amore dalla mia “ragazza magica “

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“La mia ragazza è magica
E lancia in aria il mondo e lo riprende al volo
Trasforma un pomeriggio in un capolavoro”

Cara Gipsy,
cara al mio cuore,
oggi ti scrivo da una valigia.
Dentro ci ho messo tutta me stessa… e ci sto un po’ stretta, ma quando la valigia si riaprirà, arrivata a destinazione, sono certa che respirerò di nuovo.
È per questo che ho fatto questa valigia, per respirare di nuovo, ed è per questo che dentro ci ho messo solo me stessa.
A casa lascio delle certezze che chiamo per nome,
lascio un limbo d’amore in cui non voglio perdere il mio cuore, lascio le sospensioni, i forse i ma e i se.
Lascio le lacrime dei suoi occhi e anche le mie.
Porto con me la mia storia, il coraggio che ho trovato in giro nascosto negli angoli di casa mia, il mio cuore che mi frega sempre, ma mi salva ogni volta, porto il mio sorriso e la voglia di salvarmi.
Porto i miei ricordi per ricordare sempre quel che sono, da dove vengo e come ho fatto ad arrivare fino a qui.

Non so cosa mi aspetta…
né all’andata né tanto meno al ritorno.

E forse non m’importa, in fondo non cerco niente che non sia qualcosa.
Mi auguro il meglio perché me lo merito!
Mi auguro: “mi mancherai” “mi manchi” “torna presto” “ti aspetto qui” “non ti dimenticherò” “sei nei miei pensieri” “torna da me” “sei qui…”

Mi ero stancata di stare da sola nella casa dei giunchi, e in fondo Pepe non aveva molto tempo da dedicarmi, e non mi chiedo più neanche il perché!
Ora so chi sono e so chi e cosa voglio.
Ma soprattutto so che chi vuole far parte del mio viaggio, quello vero, quello di ogni giorno, deve dimostrarlo;
può scegliere il suo posto ma devo saperlo occupare.

Ti mando un abbraccio d’ali per avvolgerti e per farti volare

Tivogliobenepersempre
Marzia
❤XXX

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Di calamari ripieni e di spiagge d’autunno

La ricetta dei calamari ripieni col sughetto da mangiare sulla spiaggia dell’isola.

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La ricetta dei calamari ripieni col sughetto

una decina di  calamari(freschi eh?)

4 uova

150 g di grana grattugiato

aglio e prezzemolo

olio evo

300 g di pomodori pelati

un po’ di passata di pomodoro

sale e pepe

mollica di pane

PROCEDIMENTO:

Teniamo  da parte 6 calamari e gli altri  li tagliuzziamo e li passiamo in padella con olio e aglio.

Sbattiamo le uova aggiungiamo  la mollica di pane ,  il grana, il sale, pepe, aglio e prezzemolo ,impastiamo  fino ad ottenere un composto morbido , poi aggiungiamo i calamari fritti

Riempiamo i calamari

Nel frattempo prepariamo un sughetto veloce e leggero con un piccolo soffritto di aglio mentre i calamari vanno passati in padella con un po’ di olio e rosolati.

Mettere alla fine i calamari rosolati nel sughetto e cuocerli per una mezz’oretta.

Preparare un cesto,di quelli belli come li usavano le nostre mamme,una bella tovaglia,una coperta di lana,un buon vino bianco,qualche fetta di formaggio,frutta e cioccolato,i fiori sarebbe proprio bello ,pensare solo al mare,al cielo e a questo meraviglioso cielo d’autunno.

Si può fare!!

Love Gipsy

 

 

 

#guilty pleasure ,di primavera e del progetto Dolcevita(ovvero #socialeating and #love # life)

 

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Si può benissimo pensare che la magnificenza della vita sia pronta intorno a ognuno e in tutta la sua pienezza, ma velata, nel profondo, invisibile, lontanissima. E’ però non ostile, non riluttante, non sorda. Se la si chiama con la parola giusta, col nome giusto, viene.

-Kafka-

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Facciamo che la  primavera  l’anima e il corpo sono in subbuglio,mettiamoci il vento magico e irrequieto del sud  che ci dice che tutto è possibile .Facciamo che il cuore stanco dell inverno vuole solo felicita’ e che la sconfitta esiste solo per poterci ricaricare,facciamo che il corpo vuole solo baci e la mente progetti magnifici che si realizzeranno.Facciamo che abbiamo tenuto duro e ci meritiamo tutto quello che di meraviglioso ancora non ci è accaduto,si facciamo che non serbiamo piu pietre nel cuore ma solo quelle che servono per costruire ponti leggeri,magari sospesi nel vuoto,

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facciamo che ogni mattina serve solo per ricominciare ,che la parola obbedienza la cancelliamo dal vocabolario e poi le unghie,si dipingiamole di rosso chanel,e poi facciamo che pure che sono quasi astemia da oggi imparerò ad ubriacarmi(solo un pochino,e solo qualche notte speciale ) e che non ci stancheremo mai di ballare fino a quando avremo un poco di respiro ,che parleremo spesso(non sempre solo qualche volta )di frivolezze per alleggerire il cuore ,si,facciamo proprio così ,proprio  oggi e per sempre,e teniamoci stretti,che cè vento forte .

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a presto i progetti

con amore Gipsysoul

 

 

#Marzia 2 Un pensiero felice

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Gipsy, amica mia, oggi ti scrivo da un’isola che non c’e’.
Qui tra artisti sperduti, sirene che non ammaliano più e bambini troppo cresciuti, mi sento sola.
Di pirati invece ce n’è tanti, hanno spade e uncini molto affilati e sorrisi e abbracci che tagliano e infilzano.
Qui il tempo corre veloce e non si ferma mai , a volte ho l’impressione che rallenti, ma poi all’improvviso spalanca le sue fauci e inesorabilmente mangia un’altro pezzo di me.
Ma devo dirti un segreto cara Gipsy, ho un librone di storie sempre con me, e quando l’isola vuole farmi dimenticare chi sono e da cosa vengo, io leggo una storia e mi ritrovo… e se questo non bastasse chiudo gli occhi e prima di addormentarmi arriva una fatina a darmi un pizzicotto per ricordarmi di sognare anche da sveglia.

Ora ti lascio, devo vestirmi da grande e cercare di capire anche oggi questo mare, e decidere se è un giorno per nuotare o per stare a guardare.
Ti spedisco, con questa mia, un abbraccio da togliere il fiato e il mio pensiero felice…perché credo ancora che si possa volare.

Con amore, Marzia.

 

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La torta alle nocciole cioccolato e more :della forza e della magia

Il nocciolo è una   pianta dalle doti particolari e magiche.

Con il suo legno venivano create le bacchette dei maghi e una delle numerose  leggende che lo riguarda  afferma che questo albero da frutto non possa essere colpito dai fulmini.si dice anche che in prossimità dell’albero vivano le fate, e noi abbiamo tanto bisogno della magia delle fate .Prepariamo dunque  una torta alle nocciole con tantissima cioccolata

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Cioccolato ripieno:
700mls crema
700g di cioccolato fondente, tritato
pasticceria:
2 tazze di farina
1 cucchiaio di cacao in polvere scura
pizzico di sale
1/4 tazza di zucchero semolato
150 g burro freddo, tagliato a dadini
2-3 cucchiai di acqua ghiacciata
Nocciola Praline:
11/2 tazze nocciole
di zucchero 200 g
3 cucchiai di acqua

 

Per servire:
2 tazze more fresche
crema 200ml, montata morbidamente
Cioccolato ripieno:
crema di calore in un forno a microonde o pentola fino a quasi bollente. Aggiungere il cioccolato e mescolate fino a che liscio. (Si può avere bisogno di un po ‘di riscaldamento in più delicato da sciogliere completamente). Raffreddare per 15 minuti, quindi versare in guscio di pasta.
pasticceria:
farina di Whizz, il cacao, il sale e lo zucchero in un robot da cucina. Drop in burro e il polso fino a quando miscela assomiglia pangrattato.Aggiungere lentamente acqua ghiacciata e il polso fino a quando miscela forma grandi ciuffi. Suggerimento sulla panca e squish insieme.Avvolgere nella pellicola e mettere in frigo per mezz’ora. Preriscaldate il forno a 180 ° C (350F). Rotolo di pasta tra due fogli di carta da forno e foderare la base ei lati di una teglia 26 centimetri crostata. Pop nel congelatore per 15 minuti. Tagliare un cerchio di carta da forno leggermente più grande del barattolo crostata, e mettere in caso di pasticceria. Riempire con fagioli di cottura o il riso e cuocere per 12 minuti, togliere carta da forno e forno fagioli e fate cuocere altri 10 minuti. Lasciare raffreddare per 15 minuti, quindi versare il riempimento, e permettono di impostare un po ‘(per circa 15 minuti) e poi in frigo per almeno sei ore prima di servire. Top con more e pralina sbriciolato e servite con panna montata e frutti di bosco in più – e di buona qualità gelato alla vaniglia di fagioli!
Nocciola Praline:
Preriscaldate il forno a 180 ° C (350F) e mettere nocciole su una teglia da forno. Mettere un quadrato di carta da forno su un piatto pronto per praline. Cuocere nocciole per 10 minuti fino a fragrante e colorato. Togliere dal forno e strofinare le nocciole tra un tè-asciugamano piegato per rimuovere le pelli amare (il più possibile). Scaldare lo zucchero e l’acqua insieme in una di medie dimensioni, casseruola basata pesante. Cuocere a fuoco medio senza mescolare, fino a quando lo zucchero si è sciolto e caramellato, trasformando un ricco colore dorato.La quantità di tempo varia, ma può essere più di 5 minuti. Tenete d’occhio d’aquila sul caramello in modo da non perdere il punto magico tra oro e ricchi, e il nero e amaro. Non appena si dispone di un oro liquido ambrato punta nelle nocciole e cappotto in caramello. versare rapidamente sulla carta da forno e lasciare per impostare. Attenzione: non mettere le dita ogni dove vicino il caramello, è ferocemente caldo!Una volta pralina è freddo si può sfrecciare in un frullatore o smash in pezzi con la fine di un mattarello – a voi se vi piace la vostra pralina grosso o fine!
foto e ricetta
da bere con :

 

Filtro d’amore

Ingredienti:

– 1 bottiglia di vino rosso
– 2 bastoncini di cannella
– 1 radice di zenzero
– dello zucchero in polvere
– 2 chiodi di garofano
– 1 bastoncino di vaniglia

Mescolare tutti gli ingredienti con il vino rosso e lasciare in infusione per una settimana. Filtrare a colino e mettere in flacone.
La persona del vostro cuore non resisterà a lungo alla voluttà di questo dolce elisir,ma confidiamo molto nella torta

 

 

#Sabrina 3 Ballando….

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Lettera dal Land

Baviera, seconda metà di Dicembre

Mia preziosa, preziosa Gipsy,

sto cercando la musica. Già la tua in realtà mi sembra perfetta, ma credo sia giusto portare anche un po’ della mia.

Hai ragione, balliamo, e non lo stiamo già facendo? Io ora sono a ballare sulla tua Dance with me –  Nouvelle Vague, nella mia cucina. Ho davanti i miei piatti della colazione, la tovaglia che ho sporcato un poco di caffè, la finestra aperta perché tutti nella via sentano la tua musica, e chi se ne importa se ai tedeschi non piace la confusione.

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Non sono sola, siamo in tanti qui. Ci sei tu, per prima, col tuo bucato in mano, e nella stanza, Gipsy, che profumo di cotone pulito emani! E poi c’è mia sorella, balla come una forsennata e segue perfino i passi, sbagliandoli giusto un po’.  Ci sono gli occhi verdi del tuo amore, il suo colore è arrivato nella  mia cucina così forte, così assolutamente irresistibile che ora ho la stanza color prato e speranza, color natura dolce e felice. Non ti preoccupare, prima di iniziare a ballare ho costruito un piccolo nido di cuscini dorati e foglie che avevo rubato all’autunno, ci ho sistemato Ariele, e mi sembra ci stia una delizia, a vederci ballare così si starà chiedendo se siamo matte o cosa, ma dobbiamo insegnarle e si impara prima, quando si è piccoli.

Ho scritto un biglietto di Natale a nessuno, non metterò il mittente e mi piace pensare che da qualche parte arriverà, una busta senza nome e con tanti francobolli blu e bianchi, e dentro un po’ di me. Intanto la festa qui va avanti, è bello passare il Natale con te, Gipsy, mi sembra di essere a casa. Quando arriverà il mio pasticcere artista (lo sai che è anche un artista che dipinge i miei sogni?) sorriderà un po’ nel vedermi ballare, qui con nessuno e con tutti voi, appena appena sorriderà, perché lui è l’uomo dei gesti lievi ma grandi, delle parole che gli escono a sussurri e son sempre poche, mica come me, che parlo anche con le mie tazze di cioccolato e con la bambola che mi sono portata da casa.

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Non si sente la stanchezza, vero? E dire che è strano, perché io di giorno non so vivere, solo la notte divento davvero me, però ti ho letta poco fa e non potevo perdermi questo momento. Il nostro appuntamento con la vita arriva quando vuole lui, che vuoi farci. Indosso il mio cappello nuovo, l’ultimo amore del momento, mi fa sentire in grado di arrivare dove voglio, perfino lì da te, nei tuoi vicoli che mi affascinano, tra le pagine del tuo mondo che dalla prima notte che ho visto non sono più riuscita a dimenticare. Come siamo brave, Gipsy, non trovi? Guarda Ariele e mia sorella, perfette e così innocenti che sarà una crudeltà insopportabile doverle un giorno lasciare andare a ballare da sole in una cucina lontana, tra il bucato e i vicoli di qualcun altro, e che ansia non sapere dove.. e guarda, guarda ancora, ma come si fa a vivere senza il verde di questi occhi? Ce l’avevo anche io un verde così, una volta, di un amore diverso però, e poi l’ ho perso  senza volerlo e non ho saputo più riprenderlo,  ritrovarlo in altri occhi mi addolora il passato e mi addolcisce il presente e allora grazie ancora una volta Gipsy, che mi presti la felicità. Quella di quando capisci che il passato doloroso serve al futuro che crediamo di non avere, e che abbiamo, invece, quando riusciamo a salutare un verde come quello e a tenerci la nostalgia come una cosa bella, quando riusciamo a ballare negli occhi di qualcun altro, silenzioso e lieve, che mai ballerebbe senza ritegno, ma dentro poi si scatena.

Gipsy, come facevi a sapere che in una mattina qualsiasi avremmo sconfitto la disperazione per il tempo di una musica pazzesca? Come facevi a sapere che ci staremmo stati comodi, nella mia cucina stretta, a ballare tutti insieme coi sorrisi degli angeli?

Inizio ad apparecchiare, mentre tu pensi al pranzo, la leggerezza dell’animo mette sempre fame, e io ho voglia di un piatto tuo, che sa di cuore, di musica e del teatro che amiamo, che sa di buono. Mi prepari un primo come si deve? E’ tanto che un’amica non cucina per me, sarà bello vedere come muovi le mani, come un regista, che alla fine crea la magia se ha gli ingredienti giusti.

Ho trovato la musica, Gipsy, quando la tua finirà ne avremo una nuova per continuare a resistere,  per non darla vinta mai a chi ci vuole ferme e digiune.

Dopo pranzo scendiamo al lago, chi se ne importa se oggi fa freddo, tanto a ballare non si ha freddo mai. La musica lì si sente anche se non hai un telefono o una radio, semplicemente lì c’è. Da sola. Non so come faccia, Gipsy, davvero. Forse sei tu, la musica del mio lago.

E’ pronto, Gipsy? Sì. Direi proprio che siamo pronti tutti, in questa cucina che per soffitto ha il tuo cielo e nelle pareti il bianco dei tuoi vicoli e sotto il tavolo, pronti a uscire, i ricordi della bambina che sei stata.

Buon appetito, e non smettiamo di tenere il tempo, mentre mangiamo nel tuo piatto dei sogni che si avverano, almeno una volta, che si avverino davvero.

Grazie Gipsy, perché ora sono un po’  stanca, molto felice e un tantino meno ferita.

Sabrina