Di calamari ripieni e di spiagge d’autunno

La ricetta dei calamari ripieni col sughetto da mangiare sulla spiaggia dell’isola.

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La ricetta dei calamari ripieni col sughetto

una decina di  calamari(freschi eh?)

4 uova

150 g di grana grattugiato

aglio e prezzemolo

olio evo

300 g di pomodori pelati

un po’ di passata di pomodoro

sale e pepe

mollica di pane

PROCEDIMENTO:

Teniamo  da parte 6 calamari e gli altri  li tagliuzziamo e li passiamo in padella con olio e aglio.

Sbattiamo le uova aggiungiamo  la mollica di pane ,  il grana, il sale, pepe, aglio e prezzemolo ,impastiamo  fino ad ottenere un composto morbido , poi aggiungiamo i calamari fritti

Riempiamo i calamari

Nel frattempo prepariamo un sughetto veloce e leggero con un piccolo soffritto di aglio mentre i calamari vanno passati in padella con un po’ di olio e rosolati.

Mettere alla fine i calamari rosolati nel sughetto e cuocerli per una mezz’oretta.

Preparare un cesto,di quelli belli come li usavano le nostre mamme,una bella tovaglia,una coperta di lana,un buon vino bianco,qualche fetta di formaggio,frutta e cioccolato,i fiori sarebbe proprio bello ,pensare solo al mare,al cielo e a questo meraviglioso cielo d’autunno.

Si può fare!!

Love Gipsy

 

 

 

Una poesia perchè pare brutto chiamarla crostata

È urgente l’amore.
È urgente una barca in mare.
È urgente distruggere certe parole,
odio, solitudine e crudeltà,
alcuni lamenti,
molte spade.
È urgente inventare allegria,
moltiplicare i baci, i raccolti,
è urgente scoprire rose e fiumi
e mattine limpide.
Cade il silenzio sulle spalle e la luce
impura, fino a dolere.
È urgente l’amore, è urgente
Restare.

EUGENIO DE ANDRADE

 

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foto e ricetta sul sito

http://www.sprinklebakes.com/2013/06/roses-and-gold-rose-water-tart.html

 

La filosofia degli gnocchi,procedere seguendo l’istinto.

13055506_808583305939738_9193144360869408855_nE’  sabato fuori, ancora buio ed è pure primavera,e cè profumo nell’aria,di acacia ,di rose ,anche dentro casa.C’è ancora il disordine del venerdi’ sera con gli amici,qualche bicchiere di vino lasciato a terra,cicche di sigarette e quell’atmosfera che mi piace tanto di  tracce, di pensieri ,chiacchiere e di volersi bene:Ho voglia di andare fuori ,metto sulle spalle la trapuntina di cotone ed esco in giardino a piedi nudi,mi sento tanto Winona Ryder nel film Gli anni dei ricordi.Già,dove risiede l’amore ,si chiede, ed esiste una ricetta perfetta? In fondo è come gli gnocchi,non esiste la ricetta perfetta ,saranno meravigliosi o risulteranno mollicci e appiccicosi?Non esistono regole da seguire,bisogna procede seguendo l’istinto. Io  mi predispongo per il meraviglioso,come quest’alba di primavera.

Con amore Gipsy

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#Marzia 2 Un pensiero felice

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Gipsy, amica mia, oggi ti scrivo da un’isola che non c’e’.
Qui tra artisti sperduti, sirene che non ammaliano più e bambini troppo cresciuti, mi sento sola.
Di pirati invece ce n’è tanti, hanno spade e uncini molto affilati e sorrisi e abbracci che tagliano e infilzano.
Qui il tempo corre veloce e non si ferma mai , a volte ho l’impressione che rallenti, ma poi all’improvviso spalanca le sue fauci e inesorabilmente mangia un’altro pezzo di me.
Ma devo dirti un segreto cara Gipsy, ho un librone di storie sempre con me, e quando l’isola vuole farmi dimenticare chi sono e da cosa vengo, io leggo una storia e mi ritrovo… e se questo non bastasse chiudo gli occhi e prima di addormentarmi arriva una fatina a darmi un pizzicotto per ricordarmi di sognare anche da sveglia.

Ora ti lascio, devo vestirmi da grande e cercare di capire anche oggi questo mare, e decidere se è un giorno per nuotare o per stare a guardare.
Ti spedisco, con questa mia, un abbraccio da togliere il fiato e il mio pensiero felice…perché credo ancora che si possa volare.

Con amore, Marzia.

 

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madeleines et le chat

ho trovato questa fantastica ricetta(già provata) delle vere e originali e proumate madeleines francesi

une vingtaine de madeleines citron/gingembre, il vous faut:

  • 100g de farine,
  • 100g de sucre en poudre
  • 100g de beurre fondu
  • 2 oeufs
  • 1 sachet de levure
  • 1 zeste de citron
  • 1 petit bout de gingembre ou un demi c à c de gingembre en poudre.

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C’est parti pour une recette SUPER easy, trouvée dans le magazine Marmiton, j’ai ajouté un peu de gingembre comme ça pour le fun et ça marche vraiment bien avec le citron. Alors pour commencer, préchauffez votre four à 220°C. Puis dans un saladier, mélangez la farine et la levure, dans un autre récipient fouettez les oeufs, le sucre en poudre, le zeste du citron et le gingembre râpé ou en poudre. Ajoutez à ce mélange, petit à petit la farine et le beurre fondu de façon à obtenir un mélange bien lisse. Remplissez maintenant vos moules à madeleines au 3/4 ( important vraiment…). Enfournez à mi hauteur de votre four et laissez cuire 5 minutes à 220°C, puis baissez la température à 200°C pendant encore 10 minutes. Démoulez vos madeleines quand elles sont encore tièdes et régalez vous !

foto e ricetta

http://makemylemonade.com/

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blog1Les Toits de Paris

Sabrina #5 Io ti ho vista……..un bacio.. Rose

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Lettera dal Land

Baviera, giorni dopo il Carnevale

Cara, preziosa Gipsy,

sono tornata. Tornata in Baviera, tornata da te.

Ero nella mia amata Roma, tra casa amici vicoli fontane urla.. e Teatro. Quell’odore che conosciamo bene, il buio e la luce che si danno la mano e danzano sulle assi dure, le battute, le parole mille volte ripetute eppure sempre diverse, i no e i sì che arrivano dall’alto, la tua faccia stampata e attaccata sui muri, che sei tu ma anche un’altra, e quell’altra stavolta si chiamava Rose Papillon. La mia Rose, che bello è stato – e duro – essere Rose. Che bello è – e duro – essere lì sopra, ogni sera.

Sai, io ti ho vista Gipsy, e poco importa se persone senza fantasia – tu lo sai che esistono persone senza fantasia? – dicono che non eri seduta lì davvero. Io ti ho vista. Eri lì con me, proprio vicina, quando la luce diveniva rossa, e poi alla fine andava e veniva come il battito di un cuore che poi all’ultimo, e senza avvertire, si ferma. Nell’istante di buio, Gipsy, eri lì, nell’istante di luce, Gipsy, ancora lì. Puoi immaginare la mia sorpresa alla prima, e puoi di sicuro capire la mia tranquillità di saperti lì le altre sere, tutte. La certezza di vederti nel buio e trovarti nella luce, sempre.

Poi dire Grazie alla fine, la musica degli applausi, anche dei miei, e quel senso di perdita, ogni sera, e di rinascita, ogni sera. E poi, Gipsy, il gran finale. Che strappo, ogni volta

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La Baviera mi ha accolto con braccia insolitamente calde, un cielo bianco, e molti sorrisi. E mi sono venute delle idee nuove, a salvarmi dalla tristezza degli addii teatrali che subisco sempre troppo e sembrano eterni. Ma nuovi giorni mi attendono, e allora non potevo non scrivere a te, preziosa come sei con la tua anima accogliente che sembra di stare a casa, quando ti si parla. Quando ti si scrive. In quali avventure stai mettendo il cuore e gli occhi, ora? Dove te ne stai volando, in questi giorni che hanno perduto il loro Carnevale e corrono veloci verso altri di disperazione divina e grazia di Risurrezione?

Domani sarà un giorno importante per le mie idee, e allora oggi mi preparo l’anima con la musica della mia Rose – la mia musica – un dolcetto che precorre i tempi e questa lettera per te. Secondo me non esiste modo migliore per allenarmi la vita. Non conosco che questo, un volo tra la passione, passando per la dolcezza, per atterrare infine da un’amica.

 

Ho comprato dei colori, anche se non so disegnare. Mi piace vederli sul davanzale della mia finestra quando mi sveglio, mi piace che ci siano, fanno compagnia alla stanza quando esco. Da quando ho scoperto che la Baviera non è grigia come ci avevano fatto credere, ma blu gialla e rosa, a volte, e che Novembre, il mese in cui sono nata, è rosso scuro, e non viola livido, ho capito che mi servivano i colori. Così, per non confondermi la via, per dare tonalità giuste alle strade e alle facce della gente che incontro. Quando troverò il coraggio li aprirò anche, e tu sarai il primo colore che mi metterò tra le mani.

 

Gipsy lo sai che non fa freddo? Oppure sono io che ho cambiato temperatura! Oppure è l’entusiasmo che riscalda, e chi lo sa. Sogno ancora di venire sulla tua isola, che via via si fa sempre più vicina. La strada l’ho trovata, mi basta solo colorarla prima. Poi, sarà un attimo arrivare.

 

Sono certa lo senti già, il mio lungo, lentissimo abbraccio.

 

Sabrina