Camilla#3 Il mio polso,il mio gomito,i tuoi occhi lunghissimi..

CAMILLA 3

Il giorno in cui ti lascerò andare sarà un giorno molto allegro: Piangerò con estrema serietà e ad alta voce. Ad accoglierti alla stazione dei treni ci saranno tre giraffe che profumano di lavanda. Tu sei stato sul treno per tre giorni, il tempo che ci vuole per dimenticarmi. Il giorno in cui ti lascerò andare sarà di Aprile, perché è il mese più crudele dell’anno. Ti accompagnerò alla porta della mia casa cantandoti una canzone che conosciamo solo io e te: Andandotene tu non sarai poi triste, sapendola une decisione già presa per tempo. Cantando, fra una strofa e l’altra, dirò parole d’addio, molto dolci, ma anche, a tratti, divertenti, con passi lenti, di ciabatte molto usate. Tu, mi starai davanti, in questa processione al contrario e ti girerai per implorarmi con uno sguardo di riiniziare a cantare, di smettere di parlare. Avrai una valigia di pelle blu e gli occhi lunghissimi. Vorrò darti un bacio sulla guancia prima di andare e così ti passerò una lacrima sicura di sé, una lacrima che volge le cose a giustizia. Salirai sul treno portandola con te. Ma sai, alla partenza, sporgendoti dal finestrino del treno, la velocità farà scivolare la lacrime lungo la tua faccia: La percorrerà tutta obliquamente e poi a terra.

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Il giorno in cui ti lascerò andare porterai via il mio polso e il mio gomito. Ci saranno solo ore di carta e molte più cose saranno combustibili. Alla stazione tre giraffe color lavanda ti accoglieranno con molto esntusiasmo e fiori di pesco in ghirlande. Per tutti e tre giorni di viaggio mi hai pensato: Avrai compresso gli anni in giorni, i giorni in minuti, i minuti in secondi, così da poter ripercorrere tutta la nostra vita. Poi, col fischio, sarà svanita ogni problematica circa l’incontinenza, la predestinazione e il bene comune e tu poserai il piede a terra. “Prego signore, scenda”. Un passo, un piede, poi l’altro, il gomito e il manico. Appena il piede toccherà terra. : Si, appena il movimento avrà finito di muoversi e di muoverti. Appena la forza di gravità si rimpossesserà di te più definitivamente. Il giorno in cui ti avrò lasciato andare per amore: ” Ti prego, Amore, non lo poggiare!” Il gradino metallico ti scivola giù dalla suola. Appena hai posato il piede a terra hai smesso di amarmi. Il giorno in cui ti avrò lasciato andare ti basterà posare il piede a terra. ” Posalo, Amore.” Il giorno in cui tu avrai lasciato me io ti amerò per sempre.

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