Almeno un Raviolo è per sempre

Ieri sera ho rivisto uno dei capolavori di Truffaut , una storia intrisa di malinconica dolcezza.Ripensavo poi al tenero protagonista Antoine che cerca l’amore e la certezza dell’amore,al  dolce abbraccio di Christine,al loro amore  forse transitorio, forse assoluto e definitivo.
E alla fine del tenero peregrinare di Antoine Doinel rimane nella mente la domanda  intorno a cui ruota tutto il film, accompagnato dalle parole di Charles Trenet: “Que reste-t’il de nos amours?”.

“Signorina, so di non essere uno sconosciuto per Lei. L’ho osservata a lungo senza che Lei se ne accorgesse. Ma da qualche giorno non cerco più di nascondermi: so che è arrivato il momento, ecco. Prima di vedere Lei non ho mai amato nessuno. Detesto il provvisorio, conosco bene la vita: so che tutti sempre tradiscono tutti. Ma tra noi sarà diverso: noi saremo un esempio. Non ci lasceremo mai, neppure per un’ora. Io non lavoro, non ho impegni nella vita: Lei sarà la mia sola preoccupazione. Io capisco che tutto questo è troppo improvviso perché dica subito di sì, e che prima voglia rompere dei vincoli provvisori che La legano a delle persone provvisorie. Ma io sono definitivo.”

“Baci rubati”• Truffaut

Bella domanda,e bella certezza in questa magnifica e surreale dichiarazione d’amore, ci abbiamo creduto tutti almeno una volta nella vita e vorremmo crederci ancora,ma nel frattempo,mentre continuiamo a farci domande , ad illuderci ,a disilluderci a ridere ,a piangere,insomma mentre viviamo,prepariamo i ravioli ,sporchiamo  le mani con la farina, ridiamo di noi ,della tenerezza del nostro essere così umani e teneri ,nonostante tutto, prendiamoci in giro,cerchiamo di essere leggeri ,senza più domande e con una sola certezza :almeno “Un raviolo è per sempre”

Chef-Massimiliano-Celeste_02-950x514

Ecco la ricetta da Cucina la rubrica ricette del Corriere della sera

INGREDIENTI
PER 4 PERSONE

  • 600 g di fette di calamaro gigante
  • 60 g di pomodori secchi
  • 60 g di olive taggiasche
  • 40 g di capperi di Salina
  • 40 g di zenzero fresco
  • 20 g di uova di salmone
  • 16 g di nero di seppia
  • 7 foglie di basilico
  • 7 foglie di prezzemolo
  • 1 melanzana media
  • 1 limone non trattato
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 cestino di germogli di crescione
  • 1/2 cucchiaino di pomodoro secco in polvere
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • pepe di mulinello
Fate rassodare le fette di calamaro nel congelatore, poi, con l’affettatrice, ricavatene tanti quadrati sottili di 4 cm di lato. Stendete i “foglietti” ottenuti su carta da forno e conservateli nel congelatore fino al momento dell’utilizzo.
Lavate la melanzana e cuocetene metà in forno già caldo a 190 °C per circa 40 minuti, poi frullate la polpa con un filo di olio, lo zenzero tritato e un poco di scorza di limone grattugiata. Regolate di sale e aggiungete qualche cucchiaio di acqua per rendere la salsa cremosa.
In una padella fate saltare la melanzana rimasta, tagliata a dadini piccolissimi, con un filo di olio e lo spicchio di aglio non sbucciato. Tritate i capperi, le olive e i pomodori secchi e uniteli ai dadini di melanzana. Profumate con il basilico e il prezzemolo lavati e tritati e regolate di sale e pepe.
Disponete su ogni piatto due “foglietti” di calamaro, salateli, pepateli e conditeli con un filo di olio e succo di limone. Ponete al centro di ognuno una noce di farcia e coprite con un altro foglietto. Condite ancora con olio e limone e distribuite sopra le uova di salmone. Decorate con strisce di salsa di melanzane allo zenzero e completate con i germogli di crescione ben lavati e qualche goccia di nero di seppia. Spolverizzate con la polvere di pomodoro secco e servite in tavola.
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